Aeromodellismo dinamico ieri ed oggi

Aeromodellismo dinamico, un secolo di evoluzione

Aeromodellismo dinamico tradizionale, un biplano in legno vintage Con Aeromodellismo Dinamico si individua la categoria del modellismo che nello specifico tratta la produzione o riproduzione di aerei. Sia essi in scala o sportivi in grado di volare.

Sono moltissimi i tipi di aeromodello, a volo libero oppure a controllo vincolato circolare vcc. Oggi la maggior parte delle categorie sono a controllo remoto.

Nello sport vengono divisi in categorie e regolamentate dalla FAI. Le dimensioni dei modelli vanno da poche decine di grammi, fino a giungere ai maxi modelli di dimensioni ragguardevoli 25 / 50 kg.

Quando è nato l’aeromodellismo dinamico

Potrebbe sembrare in apparenza un semplice gioco o la passione di alcuni fanatici, in realtà essa è un’attività fra le più belle e le più istruttive sia per i giovani che per gli appassionati in particolar modo partendo dagli aeromodelli in legno.

L’idea di volare credo sia stata insita nell’uomo fin dalla fanciullezza, guardare il cielo ed osservare gli uccelli volare è una cosa naturale.

Da un certo punto in poi c’è stato il tentativo da parte dell’uomo di imitare gli uccelli fino a sviluppare studi e teoria sul volo. Ad esempio Leonardo Da Vinci che realizzò moltissimi progetti di svariate macchine terrestri e molti schizzi di macchine volanti. Disegni e schizzi che anticiparono di diversi secoli la realtà, anche se all’epoca non furono realizzate materialmente.

Dall’ottocento in poi i tentativi hanno dato sempre migliori risultati tali da rendere il volo oggi cosa molto comune. E’ l’aeromodellismo dinamico da quando è nato… ? Pressappoco dallo stesso periodo che sono nati i primi “tentativi di volare”.

I primi aeromodelli : alianti a volo libero ed elastico

Le realizzazioni modellistiche si concentrarono in un primo momento sulle aerodine a volo libero senza alcun controllo. In alcuni casi con dei sistemi di controllo meccanici (ad orologeria) che determinavano dopo un certo periodo un diverso assetto dell’aeromodello facendolo planare. Meccanismo applicato agli alianti (gliders) che venivano lanciati a mano o per mezzo di un lungo elastico simile ad una fionda. Di seguito quelli ad elastico che attraverso l’elica attorcigliava su se stesso la matassa, che lasciata libera metteva in moto un’elica.

I motori a scoppio ed i modelli a volo vincolato circolare

In seguito l’aeromodellismo dinamico si è sviluppato con il volo vincolato circolare (vvc). Modelli guidati in volo circolare attraverso due fili in acciaio armonico. Il velivolo che roteava in senso circolare con vertice sul pilota, mettevano in tensione per la forza centrifuga i cavi di controllo. Gli stessi permettevano di muovere il timone di profondità.

Questi aeromodelli erano azionati dai primi motori glow (glow engine o nitro engine) alimentati ad alcool metilico ed olio di ricino de-gommato di piccola cilindrata. Ancora oggi è una categoria molto diffusa in ambito sportivo.

I radiocomando ed il controllo a distanza

Negli anni ’50 con i primi comandi elettronici si ebbe un rapido sviluppo del modellismo in genere e dell’aeromodellismo dinamico in particolare. Con i nuovi mezzi a controllo remoto, si aprì la strada all’aeromodellismo radiocomandato o rc (radio control).

Con l’ausilio di un radiocomando o telecomando è stato dato un nuovo impulso a questo hobby, portandolo rapidamente a svolgere non solo un ruolo importante in ambito ludico ma anche sportivo. In ultimo oggi mezzo indispensabile dello sviluppo tecnologico aeronautico.

Le tipologie di aeromodelli

E’ uso comune progettare dei modelli in miniatura prima di realizzare qualcosa di più grande. Attualmente ci sono modelli in scala ridottissima di poche decine di grammi di peso fino ad aeromodelli di grande dimensione. I cosiddetti Maxi 1/3 1/2 della grandezza naturale con motori radiali fino ad 800cc e turbine da 20 ed oltre kg di spinta.

Non dimentichiamo l’Elimodellismo cioè elicotteri radioguidati anch’esso un settore in forte sviluppo. Ma non solo, in forte sviluppo il settore dei multicotteri o impropriamente chiamati “droni”.

Le tipologie di motori

I propulsori nell’aeromodellismo dinamico si sono sviluppati in maniera esponenziale negli ultimi decenni. Dal volo libero senza motore si è passati al volo con elastico sia da fionda che con avvolgimento per dare movimento all’elica.

Sono nati i primi micromotori con candela glow plug detti anche semplicemente glow engine. Come descritto nell’articolo dedicato al Supertigre G20.

I motori Diesel che per mezzo di una vite di regolazione in testata aumentavano il rapporto di compressione per l’autocombustione. Per poi passare ai motori ad accensione elettronica dell Gas engine.

Oggi sono arrivati i primi motori elettrici dapprima a spazzole e poi brushless. I motori a razzo con combustibile solido, le turbine a gas ed infine ultima moda i grandi motori radiali che arrivano a cilindrate di 800cc.

Le tipologie di costruzione

Per quanto riguarda i metodi di costruzione e gli strumenti si va dalla realizzazione tradizionale con carta e legno di tiglio, abete, obeche, tanganica, compensati di pioppo. In cima alla catena il legno di balsa, molto leggero dal peso specifico di 150 – 160 kg/m³.

Oggi la tecnologia consente  metodi più complessi con materiali in schiuma depron, polistirolo, polistirene ecc. Diffuso anche l’utilizzo di stampi per la realizzazione di pezzi in fibra di vetro e resine poliuretaniche oppure epossidiche fino all’utilizzo della fibra di carbonio.

C’è un’unica costante sugli aeromodelli : che mantenendo le caratteristiche di resistenza adeguate, il tutto, sia il più leggero possibile. L’aeromodellismo utilizza gli stessi principi dell’aeronautica. Quindi come in aerei veri sono presenti impianti per le parti mobili.

Timone direzionale, flap o ipersostentatori, alettoni, piano orizzontale di coda o timoni a V, aerofreni, carrelli retrattili e non ecc.

Le tipologie di radiocomando

Dai primi radiocomandi molto semplici con posizioni aperto chiuso si è giunti a tecnologie molto evolute, tali da essere oggi materia di sviluppo professionale. Ad esempio l’aerofotogrammetria, la sicurezza, le riprese aeree in genere il volo con l’ausilio del GPS.

Ogni nazione ha una proria normativa, anche se ultimamente si tende ad una standardizzazione, in genere per uso hobbystico possono essere utilizzati telecomandi di bassa potenza. Le frequenze operanti vanno da 27MHz a 72MHz con modulazioni di tipo AM – FM – PCM.

Oggi il digitali utilizza tecnica FHSS – DSSS con frequenze operanti in uhf di 2,4 GHz. In Italia ogni singolo radiocomando dovrà godere di omologazione. I sistemi di trasmissione a 2,4 GHz si sono evoluti a tal punto da divenire bidirezionali o Telemetrici.

Cioè trasmettere i comandi all’aeromobile per il pilotaggio remoto e la ricevente a sua volta attraverso l’ausilio di sensori ritrasmette a terra. Numerosi dati disponibili quali velocità, quota, accellerazioni, tensione batteria, assorbimento ecc.

Le categorie sportive FAI

Nello sport FAI (Fédération Aéronautique Internationale) la classificazione degli aeromodelli è individuata con la lettera F è divisa in cinque sottocategorie principali:

  • F1 – Aeromodelli a volo libero
  • F2 – Aeromodelli a volo vincolato circolare
  • F3 – Aeromodelli a volo radiocomandato
  • F4 – Riproduzioni
  • F5 – Aeromodelli a propulsione elettrica
  • F6 – Promozionali
  • F7 – Aerostati

Tutti i campi di volo per l’aeromodellismo dinamico : Campi di volo in abruzzo

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